Crepe nei muri – Ancona Marche2018-11-28T18:33:23+00:00

Crepe nei muri

Lo studio tecnico del geometra Camilletti Giosef di Castelfidardo nelle province di Ancona e Macerata,mette a disposizione le proprie competenze professionali per la presentazione della domanda al comune competente, necessaria per la realizzazione delle opere di ripristino delle crepe nei muri.

I vari sottoinsiemi strutturali dei fabbricati fra loro intelligenti possono subire una diminuizione di resistenza per varie cause, spesso concomitanti, che producono una sovrapposizione composita di effetti tale da rendere spesso ardua la diagnosi.
La compressione della struttura può variare da una semplice manifestazione di sofferenza (lesioni capillari) fino all’attivarsi del moto attraverso un meccanismoo cinesmatico di rottura, l’analisi di questi è fondamentale, per individuare la recuperabilità o meno delle parti strutturali.
I dissesti appaiono tanto più difficili da diagnosticare quanto più le strutture sono desgregate perchè le lesioni difficilmente seguono l’indirizzo previsto dalla teoria essendo il materiale eterogeneo, discontinuo, anisotropo, vincolato talvolta in modo incerto e nelle forme più svariate.
Nella maggioranza dei casi si assume l’ipotesi dell’elasticità lineare, dell’omogeneità e dell’isotropia al fine di semplificare e snellire la procedura.
Le operazioni da condurre in un edificio compromesso è anzitutto quello di stabilire se la struttura è recuperabile o se occorre demolirla, pertanto è necessario valutare l’entità del degrado e l’origine del dissesto.
In generale, mentre risulta difficile riconoscere i moti quando le fessure sono capillari, a fessurazioni, più progedite si possono facilmente individuare i punti corrispondenti dei cigli delle fessure che collegati fornisconole direzioni del moto e gli eventuali centri di rotazione.
Le cause di dissesto con, conseguenti lesioni delle strutture, sono principalmente dovuti a:

  • Cedimento fondazionali;
  • Cedimenti delle strutture in elevazione.

Esempi di cedimenti fondazionali:

Insufficiente dimensionamento (lesioni ad ampiezza progressiva), falda freatica variabile (lesioni ad ampiezza variabile nel tempo), influenza di costruzioni limitrofe (formazione di lesioni progressive a partire da una certa data), sopraelevazioni (formazione di lesioni progressive poco tempo dopo l’inizio lavori), movimenti franosi e tellurici (lesioni progressive).

Esempi di cedimenti delle strutture in elevazione:

Contrazione della malta nei giunti (lesioni dell’innesto con muri preesistenti), schiacciamento (lesioni longitudinali), carico di punta (instabilità), pressoflessione (lesioni caratteristiche), spinte laterali (lesioni caratteristiche), nuove aperture lesioni localizzate ed estese).

Cause: Compressibilità del piano di posa delle fondazioni, variazione del volume di malta impiegata.

Sintomi: Lesioni capillari o sensibili negli incroci dei muri, negli angoli, nelle piattabande e nelle chiavi degli archi e nelle volte dei fabbricati.

Rimedi: Opere di sottomurazione o di ampliamento delle fondazioni con l’accortezza di non turbare la stabilità del sistema murario soprastante eseguendo i lavori per tronchi e puntellando adeguatamente le strutture in elevazione. Particolare cura nell’ancorare la nuova muratura alla muratura della vecchia fondazione. Nelle fondazioni isolate si possono realizzare plinti massicci in mattoni anche a gradoni con un angolo maggiore di 60°.

Lesioni di schiacciamento

Cause: Spessori delle strutture murarie non adeguati; vetustà del fabbricato (fabbricato vecchio); posa in opera di cattivi materiali, costruzione dell’opera in inverno inoltrato o in piena estate, deficienza d’altezza delle travi del solaio.

Sintomi: Sfarinamento della malta, numerose lesioni e rigonfiamento delle pareti murarie, a fessurazione avvenuta la muratura si spacca in due murature aventi un comportamento in “parallelo” con capacità portante ridotta alla metà. Lo schiacciamento dei pilastri è più pericoloso perchè non può avvalersi della collaborazione laterale delle murature contigue.

Rimedi: Ricostruzione della malta sconnessa con malta di cemento ricostruzione delle porte e delle spallette, ricostruzione degli angoli e dei pilatri ricorrendo, nei casi più gravi, alla cerchiatura con anelli o cerchioni appositamente distanziati che vengono dilatati scaldandoli, raffreddandosi agiranno sulla muratura radiante. Nelle murature impedire la dilatazione trasversale mediante tiranti antiespansivi, costi da tondini di ferro con l’estremità filettata da porre in opera con piastrine di contrasto.

Lesioni di cedimento

Cause: Non adeguata scelta dei piani di posa delle fondazioni,, cattiva costruzione delle fondazioni, aumento dei carichi, infiltrazioni d’acqua, allagamenti sotterranei, scavi nelle vicinanze.

Sintomi: Rottura dei davanzali e delle piattabande di finestre, delle soglie dei balconi e delle porte nei muri con molte luci, lesioni di forma parabolica nel piano di posa nei muri senza aperture e con fondazioni continue, lesioni verticali fino ad una certa altezza dal piano terra, capillari alla base e larghe sopra, lesioni inclinate presso i pilastri ceduti.

Rimedi: Constatazione per mezzo di biffe della cessazione o della continuazione del movimento, rincalzamento delle lesioni superficiali e rinzeppatura con pezzi di mattoni, e malta di cemento nelle lesioni profonde e nei casi più gravi puntellamento delle murature e murazione delle finestre, eventuale sgombero del fabbricato. Se il cedimento proviene da acqua sorgiva in fondazione, si deve convogliarla o smaltirla con opportune opere, se proviene da scavi contigui, bisogna farli sospendere, se provocate da cattiva fondazione, occorre allargare la base e scendere la detta fondazione fino ad un piano di posa più adeguato mediante lavori di sottofondazione.

Lesioni di rotazione

Cause: Spinte prodotte da incavallature, rotazione con spinta dovuta ad archi o volte, rotazione di cedimento del piano di posa.

Sintomi: Rotazione con spinta, distacchi framuro rotato e quelli ad esso normali, rottura di terzi medi degli archi e delle volte se questi hanno prodotto la spinta, distacchi dei pavimenti dalla parete del muro nei locali con solai, lesioni nei pavimenti nei locali con volte. Rotazione con cedimento lesioni nei muri normali a quello rotato.

Rimedi: Rotazione con spinta, ricerca delle cause, chiusura delle lesioni con malta di cemento o incatenamento del muro con mattoni e malta di cemento, se prodotte dal tetto, occorre sostituire le parti rotte o lesionate con rinforzante con ferri d’unione, se prodotte da volte, si devono eventualmente demolire e sostituire con solai piani, se dovute ad archi, sostituirli con piattabande in travi di ferro ad I o in C.A. potendo eseguire tali lavori, bisogna applicare le catene di ferro. Rotazione di cedimento: puntellamento del muro e delle strutture poggianti sul muro; scompositura della porzione di tetto poggiante sul muro ruotato, ricostruzione del muro su basi più solide e con spessori sufficienti.

Lesioni di scorrimento

Cause: Scoscendimenti, smottamento o frane del terreno di fondazione.

Sintomi: Lesioni di natura identica a quelle di rotazione con cedimento.

Rimedi: Drenaggio del suolo e puntellamento dell’edificio, nei fabbricati recenti, costruzione di una platea a secco o di calcestruzzo o di cemento armato.

Lesioni per fenomeni endogeni

Cause: Fenomeni lievi e dovuti a scosse leggere, fenomeni medi dovuti a scosse fra il 7° e l’ 8° grado della scala Mercalli, fenomeni gravi dovuti a scosse violente.

Sintomi: Fenomeni lievi: distacco degli stipidi di pietra delle porte e delle finetre dalla muratura, piccoli spostamenti delle parti murarie accessorie. fenomeni medi: allargamento di lesioni esistenti, sollevamento di travi, spostamento di cunei d’archi, spezzamento di cornicioni e piattabande, distacco di gradini e soglie, cadute di strutture in aggetto. Fenomeni gravi: caduta brusca di fabbricati per movimenti di rovesciamento e flessione.

Rimedi: Per fabbricati completamente demoliti, ricostruzione secondo disposizioni ministeriali, per fabbricati parzialmente demoliti ricostruzione della parte demolite, per fabbricati lesionati, puntellamento delle parti pericolanti e procedere con l’applicazione di catene e al sarcimento delle lesioni con malta di cemento.

Quale domanda presentare?

Per la realizazzione di opere di  manutenzione straordinaria e per realizzare tali opere senza modificare la struttura esistente occorre presentare la domanda Cila (Comunicazione inizio lavori asseverata),in caso contraro potrebbe essere necessario la presetazione di una Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).

Se per l’esecuzione delle opere sono previste più di un impresa esecutrice, anche non contemporaneamente, occorrerà allegare alla domanda CILA, la notifica preliminare (Art. 99 del D.Lgs 81/2008 e s.m.i.) e spedirla agli organi territorialmente competenti (ASUR e Direzione provinciale del lavoro). Inoltre bisognerà nominare il Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione delle opere che a sua volta predisporrà il PSC Piano di sicurezza e coordinamento.

Nel caso in cui tali opere sono solo di manutenzione ordinaria non occorre nessun titolo abilitativo.

Detrazione fiscale per interventi antisismici

Per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021 è stata introdotta una detrazione di imposta del 50%, fruibile in cinque rate annuali di pari importo, per le spese sostenute per l’adozione di misure antisismiche su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1, 2 e 3), per un importo complessivo pari a 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno.

La detrazione fiscale sale al 70% della spesa sostenuta, se dalla realizzazione degli interventi concernenti l’adozione di misure antisismiche deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore.

La detrazione fiscale aumenta all’80% se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori.

Se gli interventi concernenti l’adozione di misure antisismiche sono realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, le detrazioni di imposta spettano, rispettivamente, nella misura del 75% (passaggio di una classe di rischio inferiore) e dell’85% in base all’entità del miglioramento della classe di rischio ed è calcolata su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari dell’edificio.

Tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi antisismici rientrano anche quelle effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili.

La nostra impresa edile

Lo studio tecnico si avvale di un impresa d’eccellenza per l’esecuzione dei lavori edili. Un impresa forte, qualificata ed affermata dal 1979.

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CITTÀ DOVE LAVORIAMO:

Provincia di Ancona nei seguenti Comuni: Agugliano, Ancona, Camerano, Camerata Picena, Castelfidardo, Chiaravalle, Falconara Marittima, Filottrano, Jesi, Loreto, Montemarciano, Numana, Offagna, Osimo, Polverigi, Santa Maria Nuova, Senigallia, Sirolo.

Provincia di Macerata nei seguenti Comuni: Cingoli, Civitanova Marche, Corridonia, Macerata, Montecassiano, Montecosaro, Montefano, Montelupone, Monte S.Giusto, Morrovalle, Porto Recanati, Potenza Picena, Recanati.

Provincia di Fermo nei seguenti Comuni: Fermo,  Monte Urano, Montegranaro, Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio, Sant’Elpidio a Mare.

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